Antonio Meneghetti e la memetica
Dice Antonio Meneghetti: “La memetica è il ko della nostra società. E’ l’esposizione dei limiti di tutto l’attuale apparato di informazione della nostra struttura di riferimento. Le nostre coscienze sono fotocopie di un assoluto mai toccato e mai verificato. Si sta andando nella direzione di conoscere il monitor di deflessione? Si comprende che il mondo è amministrato dalla macchina e l’uomo è estraniato dal suo pianeta. Il monitor di deflessione conduce tutto mentre l’uomo è convinto di essere lui a dirigere. Invece è già tutto prefabbricato. “
Dalla sedicesima edizione del Congresso Internazionale di Ontopsicologia
L’accidia
Accidia significa un individuo che fa programmi, guarda i particolari, va sempre intorno alle cose e non le prende mai al centro. Non è tanto un pigro che non fa, quanto uno che gira intorno per non fare. “Accidia” deriva dal latino accidens, accidente, cioè aggiunto, relativo, non essenziale.
L’accidioso, fa tutto ciò che è prossimo, occasionale, ma non prende mai con decisione l’essenza della cosa o del cambiamento, ecc. E’ coerente con i suoi principi, con le sue convinzioni, però li cambia continuamente.
L’“algoritmo” dell’intuizione
Nella sua relazione presentata al Congresso Internazionale “Business Intuition 2004”, organizzato dalla FOIL dal 28 ottobre al 2 novembre 2004 a Riga, Alena scrive che:
“Descrivere l’algoritmo dell’approccio intuitivo è molto difficile, poiché si ha l’impressione che, quando si cerca di sistemarlo, si perda qualcosa. Penso che sia un processo molto intimo per ogni uomo, ma la mia esperienza consente di delineare la seguente sintesi:
1) prima arriva l’immagine-flash;
2) dopo che si capisce, occorre usare tutta la propria razionalità per realizzare a livello tecnico lo scopo posto dall’intuizione;
3) bisogna verificare la corrispondenza della strategia razionale del raggiungimento dello scopo intuitivo alle leggi federali e locali;
4) perciò nella quarta tappa è necessario scegliere un tecnico giuridico preparato capace di realizzare la vostra strategia o una sua parte; anche il tecnico deve essere scelto secondo l’intuizione;
5) controllare di continuo la capacità del mediatore giuridico scelto.”
La conoscenza epistemica
Con ciò si può risolvere il problema critico della conoscenza. Un criterio epistemico è vero se, nel proprio muoversi e simbolizzare, identifica il reale. Una scienza si verifica in base alla corrispondenza alla realtà di natura. La prova è data dall’evidenza dei risultati. Il principio della scienza non è l’oggetto, ma l’autenticità del ricercatore, la sanità del curante.
per saperne di più: www.ontopsicologia.org
nascita dell’ontopsicologia
L’Ontopsicologia non è nata per risolvere un problema particolare, ad esempio un aspetto di cura, di economia, di arte, etc., bensì nasce da una presa di coscienza sullo stato confusionale di tutta la ricerca fatta per millenni nella storia umana. Antonio Meneghetti, pienamente convinto della contraddizione che caratterizzava la ricerca sull’uomo, si trovava a dover constatare che qualunque teoria (ad esempio l’idealismo, nel senso di analisi filosofica), analizzata a fondo, teoricamente sembrava proporre una soluzione, ma in pratica era contraddittoria.
Nell’esercitare la psicoterapia, però, vedendo il risultato positivo (dopo quattro, cinque sedute la persona realizzava la salute), Antonio Meneghetti cominciò ad analizzare quello che faceva, e teorizzò l’esperienza clinica che il fatto gli evidenziava. A quel punto si accorse di aver toccato quella strada che si cercava in psicologia, che Husserl aveva auspicato. Successivamente iniziò ad applicarla anche in campo creativo e leaderistico.
L’Ontopsicologia, quindi, nasce da un’evidenza interna all’opera clinica riuscita.
Analisi del sintomo o del problema
Questa analisi sul particolare (problema, malattia o deficienza) viene usata in tutte le ricerche di qualsiasi scienza, però non è sufficiente se non è connessa all’analisi anamnestico-linguistica. Anche la malattia è un linguaggio, per cui prima di curarla esternamente, si deve recuperare il significato che l’inconscio sta esponendo attraverso quel simbolo.
Fisiognomica-Cinesica-Prossemica
a) Fisiognomica: studio dei caratteri morfologici del corpo (in particolar modo del viso) comparati a caratterizzazioni psicologiche.
b) Cinesica: è il movimento come fenomenologia spontanea, individuale, solipsistica, che il soggetto compie mentre è presente, che parli o meno, anche se sta fermo (si tocca il naso, si gratta la testa, accavalla le gambe, etc.).
c) Prossemica: è la semiologia dello spazio, cioè lo studio di come il singolo inconsciamente struttura e usa lo spazio. Inerisce la gestione del proprio corpo in relazione “a”.
Questi primi tre strumenti sono usati anche dalla scienza tradizionale. Ad essi, però, l’Ontopsicologia unisce due aspetti:
1) il campo semantico
2) i due dati inoppugnabili del sogno e del risultato.
l’uomo normale
Conclusa la sperimentazione, l’ Ontopsicologia lascia da parte l’uomo malato e inizia ad occuparsi dell’“uomo normale”. Che significa essere normale?
L’ Ontopsicologia riconosce come sia certamente vero che dal punto di vista statistico la maggioranza degli uomini abbia un comportamento meccanico, come sostenuto dai comportamentisti. Solo che l’ Ontopsicologia inserisce un giudizio di valore nell’analisi, invece che prendere semplicemente atto della condizione “meccanica” o “sistematica” dell’uomo contemporaneo. Per esprimere un giudizio di valore, l’ Ontopsicologia valuta sperimentalmente gli effetti. Il problema che il prof. Antonio Meneghetti riscontra nell’“uomo normale” è che non è un uomo felice. In questo accoglie la visione degli psicologi umanisti per cui la sanità non significa “assenza di sintomi”.Antonio Meneghetti sottolinea lo stato di “sanità apparente” dell’uomo “normale”, introducendo il concetto di schizofrenia esistenziale: la condizione in cui si trova la gran parte delle persone.
Cos’è uno stereotipo
La questione dello stereotipo si può spiegare con un esempio. Si confondo i mezzi con lo scopo. Uno è vestito bene per andare ad una festa. Però poi mentre va, tutti gli dicono che è vestito molto bene e lui lusingato si lucida e si sistema continuamente, finché si ritrova il giorno dopo e poi per tutta la vita a lucidare lo stesso vestito anche quando le occasioni sono altre e diverse. In sostanza si è scordato che il vestito gli serviva solo per andare alla festa… ma non erano lo scopo finale.
Al giovane si dovrebbe far vedere come funziona uno stereotipo e come questo può togliere autonomia al suo egoismo vitale. È come se gli si chiedesse “Hai visto il punto di te stesso che ti blocca? Che ti mette in scacco?”. Solitamente i giovani sono disposti a vedere lo stereotipo in senso generale. Non vedono in concreto quello che li tocca.
Lo stereotipo lavora nelle radici dell’inconscio. Lavora prima della coscienza. Trovare lo stereotipo specifico che condiziona la nostra vita è il punto importante e ci vuole un’applicazione tecnica perché altrimenti il punto non si vede.
Il fatto è che gli stereotipi sono stati fondamento della nostra formazione psicologica affettiva, sulla quale poi si è appoggiata la struttura della personalità.
Summer university of ontopsychology
Da 10 al 19 agosto 2007 si è svolta la Summer University of Ontopsychology dedicata al tema Conoscenza Ontologica e Coscienza.
Qual è la relazione esistente tra conoscenza e coscienza? E cosa significa conoscenza ontologica?
L’errore che vizia la nostra conoscenza critica non è nella natura delle facoltà intellettive e volitive – si legge dal testo Conoscenza Ontologica e coscienza di recente pubblicazione.
E’ possibile aquistare il libro sul sito della editrice psicologica